Visitare Parigi, come tutte le grandi città, impone delle scelte perché non sarà mai possibile in una sola volta visitare tutto ciò che viene in mente.
Anche sviluppando itinerari minuziosi e programmati “al secondo”, inevitabilmente, tantissimi monumenti ed esperienze resteranno fuori.
Ed allora, perché stressarsi inutilmente? Ho fatto quindi la scelta di suddividere i tre giorni a Parigi in modo da vedere con calma ciò che mi interessava di più. Lasciando anche il tempo a mia figlia di trascorrere qualche ora tranquilla in hotel.
Ho anche tenuto conto delle esigenze del nostro cane che nella maggior parte dei casi non ha accesso a musei ed altri luoghi turistici.
Spalanchiamo quindi la finestra su Parigi: verrai ad affacciarti?
Itinerario di visita a Parigi
Ora ti racconterò l’itinerario che ho seguito nei tre giorni a Parigi. Ne approfitto così anche per darti un consiglio che in primis ho trovato molto utile nella pianificazione del viaggio.
Stabilisci a priori i musei e le attrazioni che intendi vedere così da prenotare in anticipo i biglietti. Avrai un duplice vantaggio:
- evitare le code, talvolta anche piuttosto lunghe, alle casse;
- sapere quali saranno gli impegni ad orario fisso dei vari giorni di visita. Attorno a queste date fisse potrai poi aggiungere gli altri punti della città che vuoi vedere, possibilmente rimanendo nella stessa zona per non correre come una trottola avanti e indietro.
Viaggio a Parigi: primo giorno
Il mio hotel era fuori dal centro e con i mezzi ho impiegato circa mezz’ora per arrivare alla Tour Eiffel che è stata la prima tappa di questa giornata. Parlo in dettaglio di questa sistemazione nell’articolo dedicato all’organizzazione del viaggio a Parigi.
Dall’hotel ibis budget Issy Les Moulineaux Paris Ouest si prendeva il tram T2 alla fermata “Jacques-Henri Lartigue” e si scendeva alla fermata successiva “Issy Val de Seine” dove c’era la coincidenza con la RER C.
Eccezionalmente questa prima volta, poiché la biglietteria automatica non disponeva del biglietto di cui avevo bisogno, l’ho fatta a piedi fino alla fermata successiva. Qui ho trovato una biglietteria tradizionale ed ho acquistato il pass Navigo su cui ho caricato il biglietto giornaliero.
L’impiegato addetto, gentilissimo, parlava anche in inglese ed è stato facilissimo acquistare i biglietti per tutta la famiglia pagando con la carta.
Munita di documento di viaggio finalmente salgo sulla RER C che, costeggiando la Senna, mi porta verso il centro di Parigi.
Tour Eiffel
La fermata per la Tour Eiffel è “Champ de Mars Tour Eiffel”: da qui ci sono diverse uscite verso la superficie ed io ho seguito quella che mi permetteva di raggiungere Rue Buenos-Ayres (uscita n. 2).
Un breve tratto a piedi lungo Avenue de Suffren ed ho incrociato questa piccola via. È da qui che mi sono goduta il primo incontro con la famosa torre.
È la seconda volta della vita in cui vedo questo gigante di ferro eppure, sarà che sono passati tanti anni (24 per l’esattezza), è un’emozione forte come la prima volta.
Come concordato con tutta la famiglia già prima della partenza, non salgo sulla Tour Eiffel visto che non è consentito accedere con il cane. Mi limito a vederla da vicino dal giardino in cui si sbuca proseguendo a camminare lungo Rue Buenos-Ayres.
Galeries Lafayette
La tappa successiva di questa prima giornata a Parigi è il regno dello shopping: i famosi grandi magazzini Galeries Lafayette.
Per arrivarci mi dirigo alla fermata “Iéna” della metro M9 che raggiungo attraversando il ponte di fronte alla Tour Eiffel (Pont d’Iéna). Qui butto un occhio al mercatino di Natale che si svolge lungo la Senna. Proseguo poi su Avenue des Nations Unies e quindi su Avenue d’Iéna fino ad incrociare la stilosa fermata della metropolitana in stile Liberty.
Scendo poi a “Chaussée d’Antin-La Fayette” e tramite accesso diretto dalla metro entro in questo tempio dello shopping.
Certo, ha negozi e prezzi non alla mia portata ma è sicuramente da vedere. Non solo per il gigantesco albero di Natale rivisitato in chiave moderna che ad intervalli si anima di luci: questi magazzini valgono una visita per la struttura risalente agli anni della Belle Epoque. L’aspetto attuale deriva infatti dalla ristrutturazione avvenuta nei primi anni del 1900.

Affascinante è soprattutto la gigantesca cupola di vetro che incanta con i suoi colori. Passeggiando poi nel centro commerciale ho notato anche gli ascensori dell’epoca, ora non più utilizzabili, che mantengono però il loro fascino.
Avrei tanto voluto salire sulla terrazza panoramica ma nel periodo di Natale avevano allestito la pista di pattinaggio su ghiaccio e l’accesso era consentito solo a chi voleva pattinare.
Per pranzo prendo una Quiche Lorraine da asporto in una boulangerie, la classica panetteria francese dove puoi trovare diverse specialità di prodotti da forno, ideali come spuntino. Sono quindi ritornata in hotel per un paio d’ore prima della cena.
Esco poi per cenare e mi reco in zona Notre Dame: il ristorante mi è stato consigliato da amici e si è rivelato un ottimo posto. Mi ha dato anche l’opportunità di passare vicino alla Cattedrale e di fotografarla in versione notturna.
Viaggio a Parigi: secondo giorno
La visita di Parigi del secondo giorno inizia da dove l’ho terminata la sera prima.
Cattedrale di Notre Dame
Infatti raggiungo con la RER C la fermata “Saint-Michel Notre-Dame” per vedere la meravigliosa chiesa in stile gotico, altro simbolo di Parigi dopo la Tour Eiffel.

La coda per entrare nella Cattedrale è purtroppo lunghissima e nel pomeriggio ho la visita prenotata al Louvre. Motivo per cui decido di limitarmi a guardarla da fuori, in particolare mi soffermo incantata a guardare la guglia recentemente ricostruita dopo l’incendio che la distrusse nell’aprile del 2019.
Anche la facciata merita tutta la mia attenzione, in particolare il magnifico rosone centrale. Peccato fosse in ombra nell’ora in cui ho scattato le fotografie.
Ho scoperto solo successivamente che si può prenotare, gratuitamente, il proprio orario di ingresso così da evitare la fila.
Il resto della mattinata se ne va accompagnando mia figlia in Rue de Rivoli per lo shopping: qui infatti lei aveva “mappato” i diversi negozi che le interessavano.
Museo del Louvre
L’appuntamento per la visita del Louvre ce l’ho alle ore 14.00: ho infatti prenotato questo orario per me e mia figlia visto che dobbiamo dividerci perché il cane non può entrare. Per fortuna è una bella giornata ed i due maschietti ci possono aspettare fuori, seduti tranquilli intorno alla piazza con la piramide.
Sebbene visitare il Louvre fosse anche un desiderio di mia figlia, la sua pazienza all’interno del museo è limitata. Cerchiamo quindi di vedere le opere più importanti: seguiamo le indicazioni per raggiungere velocemente la Gioconda di Leonardo da Vinci e nel mentre riusciamo anche a soffermarci su opere che avevo visto solo sui libri di scuola.
Ad esempio il quadro dell’Incoronazione di Napoleone o la statua di Amore e Psiche di Antonio Canova. Certo tutta la gente che era presente quel giorno nel museo ha reso un po’ faticosa la visita perché era quasi impossibile avvicinarsi alle opere o soffermarsi ad esaminarle con calma senza avere persone intorno.

La Mona Lisa o Gioconda di Leonardo posso confermare, come mi hanno detto in tanti, che è un po’ deludente: piccina di dimensioni, una folla assurda in cui immergersi che viene gestita dal personale del museo che giustamente impone dei tempi stretti in cui ti trovi di fronte al quadro.
Nonostante questi piccoli “disagi” merita comunque di essere vista almeno una volta, fosse anche solo per rendere omaggio all’opera del nostro grande artista.
Non ho idea di quante ore ci vorrebbero per visitare completamente il Louvre: forse una giornata intera? Noi gli abbiamo dedicato circa un’ora e mezza, saltando diverse aree ma raggiungendo un buon compromesso. No stress e comunque sono riuscita a vedere ciò a cui tenevo particolarmente.
Crociera sulla Senna con il Batobus
Proprio accanto al Museo del Louvre si trova una delle fermate del Batobus: la compagnia di navigazione che con i suoi battelli, sui quali è permesso anche l’accesso ai cani, permette di fare un tour circolare sulla Senna.
Puoi scendere alle diverse fermate e risalire successivamente all’interno della validità del biglietto. La distanza tra una fermata e l’altra è di circa una decina di minuti.
Il biglietto può avere validità di 24 o 48 ore. Poiché la differenza di prezzo tra le due tipologie era di pochi euro, ho acquistato quello da 48 ore perché speravo di utilizzarlo anche il giorno dopo in sostituzione di altri mezzi di trasporto.
Le fermate del Batobus sono infatti in corrispondenza di famosi punti di attrazione di Parigi: Tour Eiffel, Invalides, Musée d’Orsay, Saint-Germain-des-Près, Notre Dame, Jardin des Plantes, Hotel de ville, Louvre e Place de la Concorde.
Il mio progetto è poi naufragato perché il giorno dopo mi sono spostata in zone di Parigi lontane dalle fermate del battello per cui ho utilizzato il Batobus solo il giorno dell’acquisto del biglietto.
Secondo me, un giro con il battello permette di dare uno sguardo su Parigi da una prospettiva diversa ed è un’affascinante opportunità di passare sotto gli eleganti ponti della città.

Tour Eiffel versione notturna
La mia seconda giornata a Parigi si conclude magicamente assistendo allo spettacolo della Tour Eiffel illuminata con il gioco di luci nella sera buia.

10 minuti circa dopo che il sole è calato, la Tour Eiffel si illumina di luci dorate ed il faro sulla cima inizia a proiettare i fasci di luce; da quel momento in poi, allo scoccare di ogni ora, ci saranno 5 minuti di scintillio.
Questa illuminazione dura fino a mezzanotte tranne nei mesi estivi durante i quali prosegue fino all’ora di chiusura della Torre (intorno all’1 di notte circa).
Ho assistito a questa meraviglia dai giardini di Avenue Gustave Eiffel.
Viaggio a Parigi: terzo giorno
L’ultimo giorno di permanenza a Parigi lo dedico ad uno dei grandi desideri di mia figlia ed anche il motivo per cui lei teneva tanto a vedere questa città: vedere le location della sua serie preferita “Emily in Paris” che abbiamo visto su Netflix.
Già prima di partire mia figlia aveva “mappato” i posti che voleva vedere, la maggior parte dei quali nella zona del Pantheon.
Per arrivare qui abbiamo utilizzato la linea 10 della Metro e siamo scesi alla fermata “Cluny La Sorbonne”: da qui in 10 minuti a piedi siamo arrivati al Pantheon percorrendo Rue Saint Jacques fino ad incrociare Rue Soufflot.
Pantheon
Non mi dilungherò molto sul Pantheon in quanto non sono entrata per visitarlo. Ci tengo però a raccontarti due cosine sulla sua storia in quanto mi ha alquanto sorpreso: ha infatti spesso cambiato la sua destinazione d’uso durante i secoli.

Il Pantheon nacque inizialmente come chiesa dedicata alla patrona di Parigi, Sainte Geneviève (Santa Genoveffa): il re Luigi XV, durante una grave malattia, fece infatti voto di edificare una nuova chiesa in suo onore se fosse guarito.
Poiché egli si salvò, nel 1764 iniziò la costruzione di questo edificio che fu completato nel 1790. Durante la Rivoluzione Francese la struttura perse la funzione religiosa e divenne tempio della patria. Sempre in questo periodo furono anche parzialmente distrutte le reliquie della Santa.
Ridiventò chiesa nel 1806 durante il regno di Napoleone: successivamente cambiò alternativamente le sue funzioni fino al 1885 quando vi seppellirono Victor Hugo. Da quel momento in poi ha ospitato esclusivamente i personaggi francesi importanti.
Chiesa Saint-Étienne-du-Mont
E dove sono finite le reliquie di Sainte Geneviève sopravvissute alla Rivoluzione Francese? Proprio a fianco del Pantheon, alla sua sinistra, su Place Sainte-Geneviève sorge la chiesa di Saint-Étienne-du-Mont con la sua stupenda facciata che coniuga lo stile gotico e quello rinascimentale.

Al suo interno, sulla destra andando verso l’altare, troviamo la cappella di Santa Genoveffa, vissuta all’incirca tra il 422 ed il 502.
È la patrona di Parigi in quanto si racconta che, all’epoca dell’assedio della città da parte di Attila, riuscì a convincere la popolazione a non scappare: quel coraggio fece desistere Attila dal suo progetto di occupazione.
Subito dopo, poi, durante una terribile carestia, la santa andò personalmente a chiedere aiuti nelle città intorno a Parigi: in cambio di miracoli che compiva, riuscì a ottenere sacchi di grano da riportare nella capitale e con i quali poté sfamare la popolazione
Dove trovare le location di “Emily in Paris”
Ritorniamo ora alle location di “Emily in Paris”: la prima destinazione è Place de l’Estrapade dove troveremo in un solo colpo ben tre luoghi che si vedono spesso nella serie televisiva.
Sono la casa della protagonista (numero civico 1); per vedere il ristorante del cuoco Gabriel e la pasticceria dove Emily assaggia la sua prima specialità francese, il “pain au chocolat”, dobbiamo spostarci di qualche metro sulla Rue des Fossés Saint-Jacques ma li vediamo già dalla piazzetta.

Per andare a vedere le altre due location, ci avviciniamo con la metropolitana: linea 7 dalla fermata “Place Monge” alla fermata “Palays Royal Musée du Louvre”.
Usciamo dalla metro su Rue de Rivoli, svoltiamo subito a sinistra su Place du Palais-Royal, quindi a destra su Rue Saint-Honoré e poi ci inoltriamo nella piccola via Rue des Bons Enfants. Al civico 11 c’è l’ingresso sul cortile dove sulla sinistra vedremo la porta che nella serie televisiva è la porta dell’ufficio dove lavora Emily, l'”Agence Grateau”.
Se usciremo dalla parte opposta a dove siamo entrati, troveremo di fronte a noi l’accesso per andare verso i Giardini del Palazzo Reale dove potremo metterci a cercare la panchina su cui Emily si siede a chiacchierare con l’amica Mindy.
Io non sono riuscita a trovarla: a differenza di tutti gli altri luoghi che erano facili da riconoscere anche perché diversi curiosi si fermavano a scattare foto, nel giardino non c’era nessuno. Ti consiglio pertanto di guardare bene le scene dove Emily e Mindy sono al parco e cercare di leggere la citazione sulla panchina così da cercarla in base a questo.
In compenso, nel cortile che si attraversa per arrivare ai giardini, ho trovato un’installazione artistica particolare: una serie di colonne bianche e nere, di diverse altezze. Quest’opera del 1986 si chiama Les Deux Plateaux o Les Colonnes de Buren, dal nome del suo autore Daniel Buren. Una realizzazione moderna che contrasta, piacevolmente, con l’architettura classica del palazzo.
Parigi dall’alto: Tour Montparnasse
Attenzione: da aprile 2026 non sarà più visitabile per qualche anno.
L’ultima giornata a Parigi la concludo con la spettacolare salita alla Tour Montparnasse che mi permette di vedere dall’alto la città.
Con l’ascensore si sale fino al 56° piano della Tour Montparnasse dove si trova l’Osservatorio: questo è il piano al chiuso con le vetrate da cui vedere la città. Tramite alcune rampe di scale si raggiunge poi la terrazza panoramica esterna.
Avevo acquistato i biglietti per poter salire poco prima dell’ora del tramonto nella speranza di godermi questo meraviglioso spettacolo ma la natura mi ha messo i bastoni tra le ruote: dopo due meravigliose giornate di sole, proprio questo è stato un giorno nuvoloso, il che ha reso un po’ meno memorabile la visita.
Meteo a parte, questa è stata un’esperienza davvero entusiasmante. Amo vedere le città dall’alto perché è come abbracciarle con un colpo d’occhio.

Vista la temperatura è stato un po’ difficile passare più tempo all’esterno: infatti tirava un vento gelido che presto mi ha portato a scendere al piano inferiore.
Qui puoi trovare anche un piccolo bar con tavolini, lo shop dove acquistare dei souvenir ed un angolo in cui viene proiettato un documentario sulla storia di Parigi.
Questo piano è stato anche quello in cui ho aspettato il calare della sera per vedere la Tour Eiffel accendersi e vestirsi di luce. L’ultimo saluto a Parigi con nel cuore la promessa di tornare.
Visitare Parigi – Informazioni pratiche
Per tutto ciò che riguarda le informazioni utili per l’organizzazione del viaggio a Parigi (autostrade, bollino ambientale, trasporti in città, dove dormire) ti rimando all’articolo dedicato.
Info utili per Galeries Lafayette di Parigi
I grandi magazzini “Galeries Lafayette” si trovano in Boulevard Haussmann 40. Le linee di metro più comode per arrivare sono la 7 e la 9 con fermata “Chaussée d’Antin-La Fayette”.
Sono aperti dal lunedì al sabato dalle 10.00 alle 20.30 e la domenica dalle 11.00 alle 20.00.
Visitare la Cattedrale di Notre Dame
La Cattedrale di Notre Dame è aperta tutti i giorni. Dal lunedì al venerdì dalle 7.50 alle 19.00; sabato e domenica dalle 8.15 alle 19.30. Il martedì l’orario di apertura è prolungato fino alle 22.00.
Si può entrare fino a 30 minuti prima della chiusura.
Nel sito ufficiale della Cattedrale di Notre Dame c’è la possibilità di prenotare l’ingresso nella chiesa, seppure non con largo anticipo. La prenotazione è gratuita.
Non l’ho provato personalmente perché ho scoperto questa modalità solo mentre scrivevo l’articolo.
Visitare il Museo del Louvre
Super consigliato acquistare il biglietto in anticipo, rigorosamente sul sito ufficiale del Louvre.
Il biglietto intero costa 22,00€; per bambini e ragazzi fino a 25 anni è gratuito.
Il Louvre è aperto dalle 9.00 alle 18.00 il lunedì, il giovedì, il sabato e la domenica. Il mercoledì ed il venerdì l’orario di apertura va dalle 9.00 alle 21.00. Il martedì il museo del Louvre è chiuso.
Informazioni sul Batobus
La stazione Tour Eiffel del Batobus è considerata quella di partenza del tour circolare che viene effettuato quotidianamente. Poiché gli orari cambiano durante l’anno, puoi verificare il periodo che ti interessa nel sito ufficiale del Batobus che presenta anche pagine in lingua italiana.
Il biglietto si può acquistare velocemente online, modalità che ho utilizzato io. Il costo è di 23,00€ per il ticket da 24 ore e 27,00€ per quello da 48 ore. Per i bambini dai 4 agli 11 anni i ticket costano 13,00€ (24 ore) o 17,00€ (48 ore). Fino ai tre anni viaggiano gratuitamente.
Con questa compagnia di navigazione sulla Senna si può portare a bordo il proprio cane: se di piccola taglia deve essere tenuto in una borsa, quello di taglia più grande deve avere guinzaglio e museruola.
Informazioni sulla Tour Montparnasse
Ho appena scoperto nel sito ufficiale che chiuderà dal 1° aprile 2026 per lavori pluriennali di ristrutturazione.
Fino ad allora le visite sono possibili dalle 9.30 alle 22.30 dalla domenica al giovedì; venerdì, sabato e vigilie di giorni festivi, la chiusura è posticipata alle ore 23.00.
Il costo del biglietto parte da 23,00€ se acquistato in loco o da 19,00€ se comprato online, operazione che ti consiglio senz’altro di fare.
La Tour Montparnasse si trova in Avenue du Maine 33 e la puoi raggiungere con le linee 4, 6, 12 e 13 della metro, fermata “Montparnasse” e seguendo le indicazioni per l’uscita “n. 4 Tour Montparnasse”.
In questa attrazione di Parigi il nostro cane ha potuto tenerci compagnia: da regolamento della torre, infatti, i cani sono ammessi se tenuti in braccio o nel trasportino.
Dove mangiare a Parigi
Durante questo viaggio ho cercato di contenere i costi per il cibo cercando quindi di fare degli spuntini in bar e panetterie. Mi sono recata al ristorante solo in tre occasioni: la sera dell’arrivo e la sera prima della partenza recandomi in un locale vicino all’hotel. Poi la sera del primo giorno completo fidandomi (e bene!) del consiglio di amici.
I luoghi che sento di consigliarti sono i seguenti:
- Boulangerie “Le Grand Opéra” in Rue de Mogador 13: panetteria con diverse specialità francesi, ideale per uno spuntino;
- Petite Hostellerie in Rue de la Harpe 35: un ristorante francese informale e rustico. Ha due sale, una al piano terra ed una al piano superiore collegati da una scala di legno. In tre abbiamo preso due fondue bourguignonne (la carne da far friggere nella ciotola di olio bollente posta in mezzo al tavolo) spendendo 48,00€. È possibile pagare con carta. Questo ristorante è comodo da raggiungere con la RER C, fermata Saint Michel Notre Dame;
- Le Filippo in Cours de l’Ancienne Boulangerie 4 ad Issy-les-Moulineaux. Qui siamo appena fuori Parigi: è stato comodo in quanto si trovava a due passi dall’albergo in cui alloggiavo. È un elegante locale di cucina italiana dove ho cenato due volte spendendo in media 30€ a persona per un piatto, un dolce ed una bevanda.
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